A cosa serve fare Employer Branding?

Cominciano ad essere numerosi gli articoli in cui si parla di Employer Branding.
Accade, però, che troppo spesso si confondano i piani e si confonda questa disciplina con altre di pari importanza ma differenti. Troppo spesso si sente parlare di Employer Brand e di talenti.
In questo caso mi preme differenziarla in particolare da due altre discipline.
La prima: l’Employer Branding non è la capacità di attrarre talenti! La capacità di attrarre talenti e non solo è il recruiting.

Employer Branding, risorse umane e mercato del lavoro

In tutte le occasioni abbiamo considerato l’Employer Branding come una disciplina a tutti gli effetti riconducibile al marketing per il fatto che con questa attività si gestisce il brand aziendale in riferimento ad un mercato: il mercato del lavoro.
La divisione Risorse Umane, nel momento in cui si rivolge all’esterno dell’azienda, ha infatti a che fare con un vero e proprio “mercato”.
Dovendo attivare azioni in questo contesto sarà utile, però, capirne alcune caratteristiche e meccanismi.

Comunicare lo stage extracurricolare in ottica Employer Branding

Per comprendere quali sono gli aspetti che compromettono l’immagine aziendale come luogo di lavoro, occorre essere molto oggettivi e realisti.
Una delle funzioni dell’Employer Branding è quella di individuare gli argomenti che comportano difficoltà di comunicazione tra azienda e dipendenti, potenziali dipendenti, aspiranti dipendenti e consumatori per porvi rimedio in maniera coerente e logica.
Affrontiamo oggi un argomento spinoso.

Employer Branding: differenze tra oracolo e marketing intelligence!

Lo staff che si occupa di Employer Brand in azienda ha l’appuntamento alle 10:30. All’ordine del giorno il tema è: ragionare sulla nuova strategia.

Bene, da dove iniziare?

Ovviamente si deve cominciare dalla ricerca delle informazioni sullo scenario e sulla popolazione oggetto della nuova campagna.

Best Employer of Choice. Una scalata non impossibile.

Il Best Employer of Choice è la classifica delle aziende maggiormente gradite come luogo di lavoro dai neolaureati italiani. Ogni anno, 2500 neolaureati (campione rappresentativo per sesso, area geografica e tipologia di studio) si esprimono su molteplici aspetti inerenti il mercato del lavoro, rispondendo anche a domande riguardanti aziende in cui aspirerebbero maggiormente lavorare.
 
Alcune di queste aziende, per tradizione e impegno, sono da sempre al vertice della graduatoria. Eni ne è il caso tipico.
 

Employer Branding, internet e il bisogno di recuperare in Europa

Una conferma relativamente a quanto da tempo comunichiamo dalle righe di employerbranding.it.
L'Employer Branding è a tutti gli effetti una componente della comunicazione aziendale e il non assegnargli l'importanza che merita compromette la visibilità generale dell'azienda rispetto ai competitor europei e non solo.

Employer branding: un obiettivo utile a tutti

Nell'articolo che segue viene presentato un interessante riequilibrio dei rapporti che intercorrono tra lavoratore e datore di lavoro. In un periodo di tensioni come quello che l'Italia sta vivendo, troppo spesso si perde di vista la parte positiva del mondo del lavoro e quegli aspetti che, come da tempo affermiamo, fanno dell'employer branding una disciplina che varca i confini delle risorse umane.

GIUSEPPE CALICCIA - Employer Branding: il caso italiano

“Il segreto del nostro futuro è fondato sul dinamismo dell’organizzazione commerciale e del suo rendimento economico, sul sistema dei prezzi, sulla modernità dei macchinari e dei metodi, ma soprattutto sulla partecipazione operosa e consapevole di tutti ai fini dell’azienda”.

GIUSEPPE CALICCIA – Quando l’assunzione fa vendere di più. Il caso McDonald’s

McDonald’s ha raggiunto il suo obiettivo!

Si parla del nuovo spot televisivo della McDonald’s in cui viene pubblicizzata l’assunzione di tremila nuovi giovani nei prossimi tre anni e le buone condizioni di lavoro con l’utilizzo di testimonial (gli stessi dipendenti) che descrivono insieme ad una voce fuori campo, in modo molto oggettivo, i compiti che si troveranno a svolgere.

GIUSEPPE CALICCIA – Choosy, i vantaggi di una laurea oggi

In questo periodo capita spesso, sfogliando i giornali o guardando la televisione, di sentire parlare di giovani laureati e mercato del lavoro. Ciò che affiora è, tendenzialmente, la voce di due posizioni diametralmente contrapposte: un eccessivo paternalismo o una sorta di tiro al bersaglio.
 
Dai dati istituzionali e dalla RGS, invece, emerge un profilo dei giovani laureati ben più vivace e meno stereotipato di quanto raccontato.
 
Vediamo, quindi, i dati cosa mostrano.